Storia di Catania

1. Le origini

1.1 Etimologia

Sicilia

Situata alle pendici dell'Etna, il più alto vulcano attivo d'Europa, Catania, contrariamente a quanto si crede, non deve il suo nome alle proprie origini greche. Essa infatti fu colonizzata (e non fondata) da greci provenienti da Calcide nell'Eubea, nel 729 a.C.

Secondo quanto scrive Tucidide costoro, dopo aver dato vita a Naxos nel 734 a.C., spingendosi verso sud assorbirono la preesistente borgata sicula che evidentemente  portava già un proprio nome, naturalmente indigeno. Nel siciliano antichissimo, infatti, esiste una voce che suona Katàne, esattamente come la voce greca Katàne. Tale voce significa grattugia, scorticatoio, dal suolo lavico su cui sorge la città. Gli antichi, infatti, prediligevano chiamare i luoghi in base alle loro caratteristiche geologiche, come dimostrano numerosi altri esempi (quali le origini dei nomi Messina, detta Zancle, cioè falce, dalla forma del suo porto, e Siracusa, che significa luogo paludoso).

I coloni calcidiesi, dunque, non fecero altro che grecizzare una voce preesistente e per molto tempo la città si chiamò Catàne. Con l'avvento della dominazione romana (II secolo a.C.), il toponimo subì tre variazioni: da Catàne divenne Càtane e, adattandosi alle tendenze fonetiche dei Romani, Càtana e Catina.

Sotto il dominio bizantino (VI secolo d.C.), Catania riprese il nome greco di Catàne, che però veniva ora pronunziato alla maniera bizantina, cioè Catàni. Il passaggio da Catàni a Catania si è determinato con ogni probabilità dopo la conquista araba della città, avvenuta certamente dopo il 900 d.C., influenzato dalla voce araba Qatâniyah, che indica le leguminose, un prodotto tipico della fertilissima piana di cui Catania è il naturale sbocco. [1]

 

1.2 L'era pre-romanica (729-263 a.C.)

Fin dall'inizio della colonizzazione greca, Catania dovette essere grande e attiva dal punto di vista commerciale, ed ebbe anche un corpo di leggi, elaborato da Caronda nel VI secolo a.C., che poi venne adottato anche da altre città greche. Nel 476 a.C. Catania passò sotto il controllo di Gerone, tiranno di Siracusa, il quale distrusse la città (deportando l'intera popolazione a Lentini e sostituendola con coloni dori a lui fedeli) e ne cambiò il nome in Aetna [1]. Fu l'inizio di una lunga serie di guerre e occupazioni militari. Appena quindici anni dopo i catanesi si riappropriarono della città, le ridarono il nome originario e scacciarono i coloni nella vicina zona di Paternò. Sei anni più tardi, in occasione del conflitto ateniese-siracusano, Catania si schierò con i greci, e quando questi ultimi ebbero la peggio Dionisio I, tiranno di Siracusa, si avventò sulla città mettendola a ferro e fuoco, schiavizzandone gli abitanti e ripopolandola con mercenari campani [2]. Nel 396 a.C., dopo una sanguinosa battaglia navale svoltasi a a largo di Catania, la flotta cartaginese sconfisse quella campana e la città cadde in mano ai nord-africani. Dopo appena un anno, nel 394-395 a.C., Dionisio riconquistò Catania, trasformandola in una colonia militare [1]. 

 

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